31 Agosto 2025

Statere, στατήρ (moneta)

bibliografia

Lo statere (stater) è il nome di diversi tipi di moneta dell’antichità, coniata da varie città-stato greche in diversi standard monetari. In origine, il termine greco στατήρ (stater) si riferiva al peso completo necessario per equilibrare una bilancia, ovvero il peso doppio di un’unità, la dracma. Pertanto, in origine era sinonimo di didramma.


Origine e Diffusione

La parola “statere” venne poi usata per denominare varie specie di monete in oro, argento e persino bronzo. Tuttavia, come la dracma è considerata l’unità dell’argento, lo statere, senza ulteriori precisazioni, si deve intendere come l’unità dell’oro.

Lo statere d’oro divenne la moneta aurea di maggior corso e valore internazionale dell’antichità, coniata da sovrani come Creso, Dario, Filippo di Macedonia e Alessandro Magno. Queste monete, come il criseide, il darico, il filippo e l’alessandro, avevano un peso tra 8,10 e 8,60 grammi, corrispondente al doppio della dracma d’argento.

Lo statere era anche l’unità per le monete in elettro, una lega di oro e argento. Negli autori e nelle iscrizioni del IV secolo a.C., le monete di Cizico, Focea, Lampsaco, Mileto e altre città, venivano comunemente chiamate stateri.


Nominali e Multipli

Il sistema ponderale e monetario dello statere prevedeva diversi nominali e sottomultipli, anche se non tutti venivano regolarmente coniati:

  • Mezzo statere: corrispondeva a una dracma.
  • Terzo di statere (trite): noto come tetrobolo.
  • Sesto di statere (ecte): noto come diobolo.
  • Dodicesimo di statere (emiecte): noto come obolo.

Esistevano anche multipli come il distatere o tetradramma d’oro e il tetrastatere o ottodramma d’oro, quest’ultimo noto per le serie tolemaiche e seleucidiche.


Tipi di Statere

Quando la denominazione “statere” venne applicata all’argento, generò spesso confusione. Molti didrammi d’argento di città come Egina, Efeso e Corinto erano chiamati stateri nelle iscrizioni e nei testi.

L’iconografia dello statere variava a seconda della città che lo coniava, ed era un’espressione dell’identità e dei valori della città. Alcuni degli stateri più famosi furono:

  • Statere di Atene: Questa moneta, uno dei simboli più noti della numismatica antica, mostrava al dritto la testa della dea Atena, la patrona della città. Al rovescio, si trovava la civetta, l’animale sacro alla dea, su un ramo d’ulivo, un simbolo di pace e vittoria.
  • Statere di Corinto: Il dritto di questa moneta recava la testa di Atena con un elmo corinzio, un omaggio all’architettura e alla cultura della città. Al rovescio, si trovava la figura di Pegaso, il cavallo alato, un simbolo di libertà e di vittoria.
  • Statere di Egina: La moneta di Egina è famosa per la sua iconografia semplice e distintiva: una tartaruga sul dritto. La tartaruga era un simbolo di longevità, di saggezza e di prosperità, valori molto importanti per la città di Egina, che era un importante centro commerciale.

Lo Statere nell’Epoca Ellenistica e Romana

Nell’epoca ellenistica e romana, la parola “statere” passò a designare il tetradramma d’argento, probabilmente perché in sistemi monetari come quello attico e tolemaico, il tetradramma divenne il nominale principale e più diffuso. Il Nuovo Testamento, ad esempio, usa questo termine per designare il siclo giudaico d’argento.


Significato e Ruolo Economico

Lo statere era una moneta di alto valore, utilizzata per le grandi transazioni commerciali, i pagamenti diplomatici e le spese militari. La sua coniazione in diverse città-stato e in diversi metalli è un indizio della sua importanza come moneta di riferimento nel Mediterraneo antico.

In sintesi, lo statere non è solo una moneta, ma un testimone della storia del mondo greco. La sua analisi fornisce preziosi indizi sulle politiche monetarie, sulla simbologia e sulle tradizioni di un’epoca di grande splendore culturale e commerciale.

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