Numismatica o storia delle Monete?

Storia e Numismatica possono essere così agli antipodi? Oppure i numismatici hanno paura degli storici e viceversa?

Cos’è la Storia? Certo se andiamo ai ricordi di scuola per taluni, questi potrebbero essere sgradevoli.

La maestra attempata coi capelli ben composti e gli occhialini sul naso, più simile alla strega di Biancaneve che al principe Azzurro. Sentite la sua voce severa, mentre vi chiedeva la data di una certa vicenda? Voi tremanti vi maledicevate, perché la sera precedente invece che studiare, avevate giocato alla playstation!

Ora svegliatevi dall’incubo, perché devo dirvi che la storia, non è fatta solo di date da ricordare a memoria e di discorsi su persone morte che hanno fatto questo o detto quello in un determinato luogo.

Certo questi dati sono estremamente importanti, per capire e contestualizzare i fatti storici, tuttavia questa è la storia nella mente del 99% di voi che leggete.

Questo è il motivo perché spesso la storia, rimanendo nel tema della fiaba dei fratelli Grimm, è più paragonabile alla mela, offerta dalla strega, che alla piacevole sensazione di un bacio.

La mela nasconde nella sua polpa il veleno del torpore, invece il bacio l’ebrezza della passione e ovviamente nessuno vuol rimanere avvelenato.

Riduttivo sarebbe scrivere in poche righe cos’è la storia; ciò nonostante basta dire che oggi si tende a considerarla come lo studio di tutto ciò che l’uomo con il suo ingegno ha prodotto. Fortunatamente la storia non è già scritta e rilegata in volumi polverosi, ma è una disciplina viva che si evolve; gli storici sono ben consapevoli che devono rovesciare questi preconcetti e per farlo, devono cercare di trasmettere la loro passione.

Veniamo al dunque, se cerchiamo il lemma ‘Storia’ sulla Treccani possiamo leggere:

“Il complesso delle azioni umane nel corso del tempo, nel senso sia degli eventi politici sia dei costumi e delle istituzioni in cui esse si sono organizzate. Modernamente, anche tutto ciò che le condiziona e ciò che esse coinvolgono (fatti geografici ed ecologici, fatti demografici, presupposti antropologici e sociologici, fatti economici).

Ecco spiegato la ‘confusione’ in molti hanno un’idea della storia errata. La colpa non è nostra ma di chi ci ha insegnato male, creando nella nostra mente un pregiudizio che non si cancellerà facilmente.

Ora come prima cerchiamo ancora sulla Treccani e leggiamo: “numismàtica s. f. [femm. sostantivato dell’agg. numismatico]. – 1. Scienza che studia le monete (e anche le medaglie), nei loro rapporti con la storia, l’arte e l’economia pubblica: n. antica, medievale, moderna. 2. Il collezionismo e il commercio di monete e medaglie”. Lo stesso vale per il termine numismatico: “numismàtico: agg. e s. m. [der. del lat. nomisma -ătis «moneta, medaglia», gr. v. nomisma e numisma] (pl. m. -ci). – 1. agg. Che riguarda le monete (e anche le medaglie), in quanto siano oggetto di collezione e di studio: raccolta n.; museo n. (più com. di numismatica); scienza n., e assol. numismatica (v.). 2. s. m. (f. -a) Chi si occupa di numismatica, come scienziato o come collezionista; studioso di numismatica”.

Lunga è la storia della numismatica e non è possibile qui scriverla totalmente, ma voglio almeno fissare i passaggi fondamentali. Badate bene non è una sintesi semplicistica. Il retaggio della Numismatica è ricco e importante: agli albori solo re e imperatori, potevano avvicinarsi e ammirare quei preziosi artefatti, che conservavano come tesori in cofanetti e forzieri. Poi, se malauguratamente il loro regno veniva conquistato, il vincitore fondeva il tesoro del vinto e faceva coniare monete commemorative della vittoria.

Successivamente con l’illuminismo, menti eccellenti si cimentarono a studiare le monete, che loro stessi ‘raccoglitori’ possedevano.

Gli anni passarono e i raccoglitori-numismatici sentirono la necessità di riunire, nei salotti, amici dell’alta società per raccontare le loro scoperte e idee, facendo sfoggio della loro erudizione

Grande ammirazione nacque verso questi agiati ‘raccoglitori’ appartenenti alla nobiltà; iniziarono così a farsi chiamare solo numismatici. Peccato che dai raccoglitori meno fortunati, coloro che si spezzavano la schiena col duro lavoro, questa nuova disciplina fosse ignota, e per dirla tutta, anche se ne avessero saputo qualcosa, l’avrebbero considerata il frutto dell’opulenza di uomini flemmatici.

La macchina a vapore e la rivoluzione industriale, portarono la nuova classe emergente a ‘imitare’ gli aristocratici per poi sostituirsi a loro. Si giunse così alla fine del XIX secolo, quando ai raccoglitori-numismatici si affiancarono i commercianti, i quali ben si prodigarono, con i loro preziosi aiuti e suggerimenti, a soddisfare la passione dei loro clienti. Gli stessi commercianti si offrirono poi di aiutare i rampolli dei loro clienti acquistando le intere collezioni dei loro antenati, perché da eredi, le consideravano più una ricchezza economica che il frutto di una passione.

Quindi ricapitolando nel mondo della Numismatica ci sono tre attori:

il collezionista, il commerciante e lo studioso. Chi di questi dovrebbe avere più diritto di fregiarsi dell’aggettivo Numismatico?

Il collezionista è colui che si avvicina al mondo delle monete in gioventù. Una persona che in principio, per non fare torti a nessuno, passivamente accoglie la trasmissione di quell’eredità complessa.

Nella sua mente di adolescente, immagina luoghi lontani nel tempo e nello spazio, grazie a quei dischetti strani o a quei fogli di mille colori, che tiene tra le mani. Fa propria quella passione e grazie a lei, germoglia la curiosità e la voglia di conoscere e collezionare.

Da adulto capisce che la passione non fa campare e se per diversi motivi non si può dedicare allo ‘studio di professione’, cerca di ritagliarsi scampoli di tempo per imparare: leggendo libri, confrontandosi con altri collezionisti o frequentando convegni. Questa è la numismatica che oggi in un mondo globalizzato si chiama Hobby, ma che in realtà è molto più complessa.

Collezionisti non si nasce ma si diventa! Se si hanno accanto persone che sanno incendiare la passione fin dall’infanzia, questa diventa incontenibile e lo stesso atto di ‘raccogliere’ non è più sufficiente, quindi bisogna pensare come colmare la sete. Nasce poi l’intuizione e si punta a un livello successivo che, attraverso anni di studio, porta al traguardo del titolo accademico.

Bisogna saper trasmettere la passione, la curiosità e la consapevolezza che c’è sempre da imparare. Tenendo a mente l’umiltà e il rispetto, due movenze che devono accompagnare lo studio, perché c’è e ci sarà sempre qualcuno che ne sa più di te! A quel punto si comprende che si è solo all’inizio di un lungo tragitto, che se non si condividono gli studi, le idee tutto è perduto per sempre. Questo vale anche per la numismatica.

Negli ultimi decenni si è puntato a categorizzare una vastissima quantità di situazioni, dove vince sempre chi ha più potere e quest’ultimo, purtroppo non lo si ottiene solo con la passione. Come vedete non è facile districare questo nodo gordiano, se non con una bella spada affilata.

In conclusione se si creano delle categorie, non si fa altro che plasmare dei contenitori, questi hanno fisicamente delle pareti che portano a limitazioni: identificando chi è dentro da chi è fuori. Questa separazione crea incomprensione, tra i due ‘gruppi’.

Le uniche certezze in questo mio articolo sono che: l’uomo è fatto di carne e ossa mentre le monete di metallo. La sola prova tangibile del passaggio dell’uomo è ciò che semina durante il suo cammino. Non sono pessimista, quello mai! Vedo sempre il lato positivo delle cose, anche se a volte si deve scavare.

Se ci si ostina a non coinvolgere le nuove generazioni, per paura di perdere le posizioni acquisite, credo proprio che dovremmo tutti iniziare a pensare di comprarci una bella playstation.

Un saluto e al prossimo Viaggio!


Loris Alessandro Gentili – Monza,  9  ottobre 2021

Modoetia Numismaticae © 2014-2022