28 Novembre 2025
bibliografia

Dalle Origini Francesi all’Europa

Il Tornese è stato il nome di diverse monete coniate in Europa tra l’XI e il XIX secolo. Il suo nome deriva dal denier tournois, un denaro d’argento originariamente emesso dall’Abbazia di San Martino a Tours, in Francia. Inizialmente destinato al commercio locale, il tornese si diffuse in tutta la Francia, portando alla creazione di un vero e proprio sistema monetario.


La Nascita del Denaro Tornese

Alla fine dell’VIII secolo, la riforma monetaria di Pipino il Breve introdusse in Francia il monopolio statale sull’emissione di moneta. Con l’ascesa di Carlo Magno, anche le zecche degli enti religiosi, come l’Abbazia di San Martino di Tours, ottennero l’autorizzazione a coniare monete. I denari d’argento prodotti a Tours, a partire dal regno di Ludovico il Pio, presentavano al dritto l’effigie del sovrano e al rovescio il castello di Tours con la scritta latina TVRONES.


L’Affermazione in Francia

Nel XII secolo, la Francia era divisa tra i domini dei Capetingi e quelli dei Plantageneti. Questa divisione portò alla nascita di due sistemi monetari: il denaro parisino nei feudi del re di Francia e il denaro tornese nelle terre dei Plantageneti.

Con la riconquista di gran parte dei territori da parte di Filippo II, il denaro tornese fu ufficialmente adottato in tutte le zecche del regno. La sua iconografia, con una croce patente al dritto e il castello di Tours al rovescio, divenne un simbolo di stabilità. Nel XIII secolo, il successo del denaro tornese portò all’emissione del grosso tornese, del valore di 12 denari, e all’istituzione della lira tornese come unità di conto ufficiale del Regno di Francia, ruolo che mantenne fino alla rivoluzione del 1789.


La Diffusione in Europa

Il successo del tornese non rimase confinato in Francia. Fu largamente imitato in altri stati europei, compresi gli stati crociati in Oriente, dove divenne un’importante valuta per il commercio. Originariamente un’imitazione del denaro tornese francese, ne divenne una moneta locale, coniata in diverse zecche e caratterizzata da un titolo d’argento inferiore.

Con la spartizione dell’Impero bizantino, i nobili francesi e italiani portarono con sé le proprie valute. Tra queste, il denaro tornese francese, che si affermò come moneta di riferimento e iniziò a essere coniato in loco.

Nel 1249, Luigi IX concesse a Guglielmo II di Villehardouin, principe d’Acaia, il diritto di coniare il tornese nella città di Chiarenza. Questa concessione aprì la strada alla coniazione del tornese in altri stati crociati, come il Ducato di Atene, il Regno di Tessalonica e le colonie genovesi nel Mar Egeo.

Un’interessante variante fu il tornesello, coniato nel Ducato di Nasso, un dominio veneziano. Simile al tornese, si distingueva per la raffigurazione del leone di San Marco al posto del tradizionale châtel tournois (castello di Tours).


Altre Emissioni

L’influenza del tornese non si limitò solo agli stati crociati. Nel XIII e XIV secolo, anche l’Impero bizantino rifondato coniò i propri tornesi, a testimonianza della popolarità di questa moneta.

In Italia, un esempio notevole è il tornese di Campobasso, coniato dal conte Cola di Monforte tra il 1459 e il 1463, che era un’imitazione dei denari tornesi coniati in Acaia.

In Italia, il Regno delle Due Sicilie coniò i propri tornesi fino alla sua dissoluzione, a testimonianza della lunga e influente storia di questa moneta.

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