Salus (Salute, Benessere) è una personificazione divina che si trova frequentemente sulle monete romane. Il termine e la figura allegorica che rappresenta sono un’eredità diretta della civiltà greca. Pur non essendo una divinità olimpica principale, a Salus furono dedicati templi e altari a Roma e in molte città dell’Impero, a testimonianza della sua importanza nella vita quotidiana e nella religione di Stato.
La figura di Salus era molto popolare, specialmente durante il periodo imperiale, e la sua presenza sulle monete non era un semplice ornamento, ma un potente messaggio di propaganda. La Dea Salus era la protettrice della salute pubblica, del benessere e della prosperità dello Stato romano. Spesso era associata all’imperatore, il quale si presentava come il garante di queste virtù.
La Salus, il cui culto fu introdotto a Roma dopo la guerra sannitica alla fine del IV secolo a.C., ebbe vari significati nel primo periodo imperiale. Sotto Augusto, la Salus publica era garantita dagli atti concreti del sovrano, sotto Tiberio dalla carica imperiale e, infine, sotto Nerone, la Salus publica era identica alla Salus Augusti.
La sua raffigurazione sulle monete era solitamente accompagnata da simboli che ne richiamavano la funzione:
- Il serpente: Il serpente, che si avvolgeva attorno a un altare o a un albero, era il simbolo della medicina e della guarigione. Salus era spesso raffigurata nell’atto di nutrirlo o di accarezzarlo.
- Il bastone: A volte, Salus teneva in mano un bastone, un simbolo di autorità e di protezione.
- La patera: La patera, una coppa rituale, era un simbolo di sacrificio e di devozione.
La presenza di Salus sulle monete romane non era casuale, ma era un’espressione delle preoccupazioni e delle speranze del popolo romano. In un’epoca di guerre, di carestie e di epidemie, la salute e il benessere erano una priorità assoluta. L’imperatore, raffigurato a fianco di Salus o nell’atto di sacrificarle, si presentava come il salvatore della nazione, colui che garantiva la salute e la prosperità del suo popolo.
In sintesi, Salus e le altre personificazioni allegoriche sono un esempio affascinante di come la numismatica possa essere un testimone della cultura e della religione romana. La loro analisi fornisce preziosi indizi sulle speranze, le paure e le ideologie di un’epoca, rivelando un aspetto cruciale della vita quotidiana e della propaganda imperiale.
Vista da vicino

IMPERO ROMANO Nerone (54-68) – Aureo 66/67, zecca di Roma, AV 7,32 g.
D/ IMP NERO CAESAR AVGVSTVS Testa a destra con corona d’alloro
R/ SALVS Salus seduta a sinistra con patera.
Bibliografia
- BMC 94
- Calicò 445
- Coh. 317
- RIC II 66
Leggi anche
- Lorenz Winkler: Salus. Dal culto di Stato all’idea politica. Un’indagine archeologica, Heidelberg 1995.

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