Modoetia Numismaticae © 2015

Modoetia Numismaticae

Amedeo Ferdinando Maria di Savoia (Torino, 30 maggio 1845Torino, 18 gennaio 1890) era figlio del primo re d'Italia Vittorio Emanuele II. Fu re di Spagna dal 2 gennaio 1871 all'11 febbraio 1873 e il primo duca d'Aosta, capostipite del ramo Savoia-Aosta.

Biografia

La giovinezza

Amedeo era figlio maschio secondogenito di Vittorio Emanuele II, futuro re dell'Italia unita, e di Maria Adelaide d'Asburgo-Lorena. Entrato nell'esercito con il grado di capitano nel 1859, prese parte alla terza guerra di indipendenza del 1866 come maggiore-generale, guidando una brigata al Monte Croce nella battaglia di Custoza, dove venne ferito.

Sposò in prime nozze il 30 maggio 1867, a Torino, Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, erede di un antico casato piemontese. Da questo matrimonio nacquero tre maschi:

Rimasto vedovo nel 1876, Amedeo si risposò nel 1888 con Maria Letizia Bonaparte ed ebbe un altro figlio maschio:

Le pretese dei Savoia al trono di Spagna

Nel 1868 Vittorio Emanuele II si preoccupò attivamente di garantire il trono vacante nella successione spagnola del 1870 ad un esponente di Casa Savoia. Ferdinando VII di Borbone, infatti, era morto senza eredi maschi e, in previsione di ciò, aveva abolito la legge salica a favore della figlia Isabella II, ancora bambina. La successione venne contestata da Don Carlos di Borbone, fratello del defunto monarca.

La questione si trascinava dal 1830 (carlismo), ma, quando una rivoluzione progressista depose Isabella II, i carlisti si trovarono esclusi dai giochi, in quanto rappresentanti del partito decisamente più reazionario. Vi erano, tuttavia, altri possibili pretendenti al trono e fra di essi spiccava la Casa Savoia. Sin dal 1718, infatti, Vittorio Amedeo II di Savoia aveva ottenuto, a fronte della perdita della Sicilia, la Sardegna e il diritto a succedere al trono di Spagna, in caso di estinzione della locale Casa di Borbone .

Nel 1869 Vittorio Emanuele II nominò, quindi, un nuovo ambasciatore nella persona del fido generale e senatore Enrico Cialdini, che conosceva bene la Spagna, dove aveva prestato servizio da militare dal 1835 al 1848. Egli agiva, in pratica, in qualità di rappresentante personale del re, il quale aveva avocato a sé l'intero dossier delle relazioni con la Spagna.


Il breve regno di Spagna

Il tentativo ebbe successo il 16 novembre 1870, quando le Cortes decisero la restaurazione della monarchia designando Amedeo d'Aosta (fratello cadetto del futuro Umberto I e capostipite dell'attuale famiglia dinastica dei Savoia-Aosta) nuovo Re di Spagna. Egli aveva ricevuto 191 voti a favore, contro 60 a favore della Repubblica Federale, 41 a favore di altri candidati o repubbliche e 19 schede bianche. Immediatamente una delegazione parlamentare si recò a Firenze per informare il nuovo sovrano, che accettò ufficialmente il 4 dicembre. Sbarcato a Cartagena il 30 dicembre 1870, Amedeo entrò in Madrid il 2 gennaio 1871, per giurare, lo stesso giorno, sulla costituzione.



In Spagna i Savoia godevano di un grande prestigio loro derivato dalla brillante soluzione nazionale e costituzionale italiana. Ma soffrivano di una profonda ostilità da parte dei partigiani del carlismo, per ragioni evidenti, nonché da parte dei partigiani della casa di Borbone, a causa dell'annessione del Regno delle Due Sicilie sottratto ai Borbone di Napoli. Amedeo, inoltre, non seppe recuperare posizioni presso la Chiesa spagnola e l'aristocrazia, né fu capace di conquistare una sufficiente padronanza della lingua spagnola. Contribuì a complicare ulteriormente la situazione l'inizio di una rivolta separatista a Cuba.

L'arrivo di Amedeo in Spagna, anzi, contribuì a riunire tutta l'opposizione anti-liberale (dai repubblicani ai carlisti)[1]. Amedeo basava, infatti, il proprio potere sul supporto del Partito Progressista, che dominava le Cortes con ripetuti brogli elettorali. La situazione era tutt'altro che stabile e, nei due anni di regno, Amedeo ebbe sei diversi governi: l'elezione del nuovo re coincise, d'altra parte, con l'assassinio del generale Juan Prim, suo maggiore sostenitore, il 27 dicembre mentre Amedeo navigava verso Cartagena.

Quando i Progressisti si divisero fra monarchici e costituzionalisti, l'instabilità divenne ancor maggiore, sino a sfociare, nel 1872, in violenti scontri. Il 19 luglio del 1872 Amedeo subì un tentativo di assassinio. Contestualmente la Catalogna ed il Paese Basco venivano sconvolti da una rivolta carlista , seguita da ripetute azioni repubblicane un po' in tutto il paese. Il corpo dell'artiglieria, infine, scese in un inedito sciopero[2].

Fu così che, dopo appena due anni, Amedeo proclamò che, senza il supporto popolare, non era possibile regnare. L'11 febbraio 1873 compì atto di abdicazione. Egli pronunciò alle Cortes il discorso di rinuncia al trono, definendo ingovernabili gli Spagnoli,[3] e alle dieci di sera della stessa giornata in Spagna venne proclamata la repubblica.

La prima repubblica spagnola durò meno di un anno, cessando nel 1875, quando Alfonso XII, figlio di Isabella II, venne proclamato re sotto la reggenza di Antonio Cánovas del Castillo, primo ministro spagnolo parecchie volte dal 1875 al 1897, data del suo assassinio.

Il rientro in Italia

Completamente disgustato, Amedeo tornò a Torino dove assunse il titolo di duca d'Aosta, senza però ricoprire alcun ruolo politico, anche in seguito all'aggravarsi delle condizioni di salute della moglie Maria Vittoria (deceduta l'8 novembre 1876 per tubercolosi). Negli anni successivi il duca ricoprì incarichi di rappresentanza sotto il regno del fratello, divenuto nel 1878 Re Umberto I.

Dopo dodici anni di vedovanza, l'11 settembre 1888 sposò a Torino la giovane nipote Maria Letizia Bonaparte (Parigi, 20 novembre 1866 - Moncalieri, 25 ottobre 1926), figlia della sorella Maria Clotilde, da cui ebbe Umberto, conte di Salemi, (Torino, 22 giugno 1889 - Crespano Veneto, 19 ottobre 1918).

Due anni dopo, solo quarantacinquenne, moriva in seguito ad una polmonite. Riposa nella cripta reale della Basilica di Superga, sulle alture di Torino.

Amedeo diede il proprio nome al Lago Amadeus in Australia centrale. Fra gli istituti scolastici intitolati a suo nome, dall'anno della sua morte, ed ancora in attività si segnala il Liceo classico statale Amedeo di Savoia di Tivoli.


Amedeo I Re di Spagna (1871-1873)

Durante questo periodo furono battute monete in accordo alla Unione Monetaria Latina; la coniazione continuò anche dopo l'abdicazione fino al 1875.

Come tutte le monete spagnole del periodo riportano la data di salita al trono e in piccolo la data effettiva di coniazione entro due stellette a sei punte

Zecche:
Monete battute: