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Modoetia Numismaticae

L,l

Labaro o Làbaro  Il vessillo dell'autorità.  Stendardo militare col monogramma di Cristo (da Costantino)


Laetificat Parola incisa intorno ad un grappolo d'uva nella moneta di un tornese coniata nel periodo della rivoluzione del 1648. L'uva con il suo prodotto rende lieta la vita.

 

Laetitia "Letizia". Questo termine che si trova frequentemente sulle monete romane si riferisce a personificazioni allegoriche che sono una eredità della civiltà greca. A molte di queste pur non avendo sede nell'Olimpo, erano stati dedicati templi e altari in Roma e in moltissime città dell'Impero.


Lati o facce di una moneta sono le due superfici opposte, offrenti le impronte e le leggende.


Lattisternio  Letto sacro.


Laureato Testa con corona d'alloro.


Laurodiademato  Ornato di un diadema intercalato di pietre preziose e di foglie d'alloro.


Lega Miscela omogenea di due o più elementi, in cui il composto finale ha proprietà metalliche.


Legenda o Leggenda E' rappresentata dalle iscrizioni poste sul diritto e sul rovescio della moneta e che di solito indicano il nome della zecca, del sovrano o dello stato che l' ha emessa.


Legionario  Milite appartenente alla legione.


Lek Moneta sussidiaria albanese, divenuta nel 1947 unità monetaria. Durante l'occupazione d'Albania (1939-1941) il Governo italiano coniò una serie di monete con tale nome, alcune delle quali non hanno mai circolato in Albania ed hanno oggi raggiunto quotazioni elevate.


Lemniscato  Ornato di lemnisco.


Lemnisco  Fascia o nastro avvolto a una corona.


Lenta  Dicesi una biga o una quadriga, i cui cavalli camminano al passo.


Leopoldina Denominazione delle monete fatte coniare dal Granduca Leopoldo II di Toscana in oro e argento, rispettivamente nel 1828 e nel 1834.


Libbra Antica unità ponderale e monetaria. Quale unità monetaria assunse nel Medio Evo la denominazione di Lira.


Liberalitas "Liberalità". Questo termine che si trova frequentemente sulle monete romane si riferisce a personificazioni allegoriche che sono una eredità della civiltà greca. A molte di queste pur non avendo sede nell'Olimpo, erano stati dedicati templi e altari in Roma e in moltissime città dell'Impero.

 

Libertas "Libertà". Questo termine che si trova frequentemente sulle monete romane si riferisce a personificazioni allegoriche che sono una eredità della civiltà greca. A molte di queste pur non avendo sede nell'Olimpo, erano stati dedicati templi e altari in Roma e in moltissime città dell'Impero.


Ligurino Moneta genovese in mistura del 1669, coniata per il Levante.


Lingotto Metallo prezioso (platino, oro e argento) in varie forme, per lo più parallelepipedo, valutata a peso.


Lira Deriva dalla Libbra, adottata da Carlo Magno come base del sistema monetario. Tra il secolo XI e XIV, la Lira fu adottata in Italia e fu distinta in Lira dei piccoli (20 soldi) e Lira dei grossi o di banco (240 soldi), entrambe monete ancora immaginarie e di conto. A partire dal secolo XV, l'espansione del commercio spinse gli stati italiani a coniare in argento la Lira facendone una moneta reale. La Lira fu adottata per il regno d'Italia anche da Napoleone I, il quale fece coniare una moneta d'argento suddivisa secondo il sistema decimale, a imitazione del franco d'argento. Assunta come moneta base anche nei successivi stati italiani, la Lira fu adottata dallo Stato italiano (1862) e il valore equivalente a 5 grammi d'argento. Nel 1882 fu ristabilita una moderata convertibilità e nel 1893 la riforma bancaria impose alla circolazione una copertura aurea del 40%, che restò in vigore fino al 1927, quando il governo fascista estese la funzione di copertura alla valuta estera pregiata. L'anno precedente gli istituti di emissione erano stati unificati e alla Banca d'Italia era stato dato il monopolio della stampa delle banconote. L'attivismo monetario che caratterizzava il periodo culminò con il discorso di Pesaro nel quale Mussolini annunciò la rivalutazione della Lira (quota 90, rispetto alla sterlina). La depressione che ne seguì si incrociò con quella internazionale del 1929-33 e condusse ad una serie di immobilizzi bancari prima e di fallimenti poi. Nel 1936 la Lira venne svalutata del 40,94% e nel marzo dello stesso anno fu promulgata la legge bancaria. Il sistema creditizio veniva organizzato su basi specialistiche le aziende di credito ordinario, per il finanziamento a breve scadenza o alla produzione, e gli istituti di credito speciale, per quella lunga scadenza o agli investimenti. Dopo il tormentato periodo bellico, durante il quale la moneta aveva perso buona parte del suo valore, l'Italia divenne membro del FMI (1960); la Lira fu dichiarata convertibile in 0,00142 gr di oro pari a 625 Lire per Dollaro. Questa parità venne conservata, attraverso due crisi valutarie (1963-64 e 1969-70), fino al febbraio del 1973, quando il sistema passò ad un regime di cambi fluttuanti. La lira è uscita di circolazione con l’avvento dell’Euro.


Litra Moneta greca d'area siciliota. Fu coniata principalmente in argento, con un peso di poco inferiore al grammo, ma anche in bronzo.


Littori  Quelli che precedevano i Consoli, portando i fasci e le scuri.


Lituo Trombetta ricurva all'estremità.  Distintivo degli auguri: specie di verga.


Lorica  Corazza.


Loricato  Munito di corazza.

Ludi  Giochi.


Luigino Con questo nome che deriva dal francese "peti Louis" si indicava il grosso dozzeno da 5 soldi (1/12 di scudo) con al rovescio lo stemma di Luigi XIII. Fu molto imitato anche in area italiana da alcune zecche.


Luna "Dea Luna (Diana Lucifera)". Divinità personificate di Dei, Semidei ed Eroi si trovano di frequente raffigurate sul lato principale delle monete al tempo della Repubblica Romana. In seguito con la fondazione dell'Impero prenderanno posto sul rovescio della moneta.


Lusorio  Che si riferisce ai giochi.